Ed. Rag. 2.0

Molti scrittori sono morti giovani dopo aver scritto il loro capolavoro. Io ho questo blog, ma in compenso sto benone.

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В печали красота взмывает выше.

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"Per tutta la vita siamo messi di fronte a decisioni angosciose, a scelte morali. Alcune di esse, importantissime. La maggior parte, meno importanti. E noi siamo determinati dalle scelte che abbiamo fatto. Siamo, in effetti, la somma totale delle nostre scelte. Gli avvenimenti si snodano così imprevedibilmente, così ingiustamente. La felicità umana non sembra fosse inclusa nel disegno della creazione. Siamo solo noi, con la nostra capacità di amare, che diamo significato all'universo indifferente. Eppure, la maggior parte degli esseri umani sembrano avere la forza di insistere, e perfino trovare gioia nelle cose semplici: nel loro lavoro, nella loro famiglia, e nella speranza che le generazioni future possano capire di più."

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mercoledì, 20 agosto 2003

Approfittando della partenza del marito per un viaggio, una donna incontra il proprio amante. Ma all'improvviso il sospettoso marito annuncia il rientro, esigendo che la compagna lo vada a prendere in stazione. Per giungervi, la donna è costretta ad attraversare un bosco nel quale si nasconde un temibile assassino, e chiede allora all'amante di accompagnarla; ma questi si rifiuta perché teme di dovere affrontare suo marito; sollecita quindi la protezione dell'unico poliziotto del villaggio. Ma egli le risponde che non può andare con lei perché deve occuparsi del resto dei cittadini con il medesimo zelo; si rivolge dunque a vicini e amici, ottenendo però rifiuti dettati da paura e pigrizia. Decide infine di prendere la strada da sola, e viene assassinata dal criminale.

Chi é il responsabile della sua morte? Ci sono risposte per tutti i gusti, a seconda della personalità dell'interrogato o dell'interrogata. Si accusa l'intransigenza del marito, o la codardia dell'amante; la poca professionalità del poliziotto, il malfunzionamento delle istituzioni che promettono la sicurezza, la mancanza di solidarietà di amici e vicini. Addirittura la vittima stessa, rea di adulterio. In pochi rispondono che il colpevole, il responsabile principale del crimine, è in verità l'assassino che uccide la donna nel bosco.

Esistono circostanze che possono fungere da attenuanti, tali da diluire al massimo la colpa in quanto tale, ma mai fino al punto di "slegare" totalmente dall'azione colui che la compie intenzionalmente. Comprendere tutti gli aspetti di un'azione può portare a perdonarla, ma mai a cancellare appieno la responsabilità del soggetto libero: altrimenti, non si tratterebbe più di un'azione, ma di un fatto casuale.

Ma non è proprio la libertà il fatto casuale che interviene nella società umana, l'elemento che permette la diversificazione delle scelte?

Scritto alle ore 23:33 | permalink e commenti
lunedì, 11 agosto 2003

Marzullo: Benvenuti anche questa notte, come ogni notte, a Sottovoce: per chi non ha sonno, per chi non può o non vuole dormire, per chi vuole conoscere o saperne di più su Alessio Nannini: romano, sociologo, uomo di spettacolo. Un incontro per capire e per capirsi; ma sempre sottovoce, perché questa è la televisione che ci piace fare, che vogliamo fare. Signor Nannini, lei ha 27 anni: cosa si lascia alle spalle?

Nannini: Beh, più fantasie che fatti reali. Da bambino mi piaceva molto pensare al futuro, su quello che avrei fatto nella vita: il mio sogno era diventare un astronauta. Poi un giorno mi imbattei in un testo di ingegneria aero-spaziale e decisi di studiare sociologia per diventare giornalista.

Marzullo: Ama fare informazione, intervistare persone di successo?

Nannini: Mi entusiasma l’idea di lavorare stando nella vasca da bagno con carta e penna.

Marzullo: Come vive la sua intimità, i suoi momenti di solitudine?

Nannini: Molto bene, perché non sono uno di quelli che deve per forza stare in compagnia, tutt’altro; nonostante io abbia numerosi amici, talvolta trascorro del tempo da solo a pensare, magari davanti ad un bel panorama. Sa bene, Marzullo, che la vita scorre troppo veloce, ogni tanto fermarsi a ragionare fa bene: aiuta a capire.

Marzullo: Ha molti amici?

Nannini: Sì, ho questa fortuna.

Marzullo: Ma che cos’è l’amicizia?

Nannini: Mah. Senza amicizie un uomo impazzisce. E' tante cose, è ad esempio uno specchio nel quale vedersi.

Marzullo: E l’amore? Quanto è importante, per Alessio Nannini, l’amore?

Nannini: Ho letto un bell’epigramma greco che recitava: "Seppure parlassi la lingua degli angeli / se non ho l’amore / sono solo un bronzo risonante". Credo che questo possa valere per me.

Marzullo: L’amore ha un’età?

Nannini: Diciamo che ha l’età della persona che si ama.

Marzullo: Ma lei cerca l’amore di una donna o l’amore per una donna?

Nannini: Ecco una delle sue solite domande. All’età di sedici anni provai per la prima volta quella strana una sensazione di smarrimento e ammirazione; era per una ragazzina che incontravo sull’autobus per andare al liceo. Non le rivolsi mai la parola, mi limitai a incrociarle lo sguardo, molto bello. A distanza di tanto tempo, riconosco in quelle mie smanie la natura degli atteggiamenti che mi portano a rispettare l’amore degli altri nei miei confronti, e ad esaltare quegli istanti nei quali ripenso ad un viso di una ragazza che mi è piaciuta. Non ho risposto alla sua domanda, vero?

Marzullo: Mi dica cosa cerca, se cerca se stesso nell’amore.

Nannini: Boh. Non so, è tutto molto irrazionale nell'innamoramento.

Marzullo: Rimpianti, rimorsi?

Nannini: Mai nessun rimorso, perchè generalmente pondero bene le mie mosse. Rimpianti sì, ne ho alcuni gravi, che talvolta mi tornano in mente.

Marzullo: Le capita spesso di piangere?

Nannini: Affatto. Negli ultimi dodici anni ho pianto una sola volta. E comunque non piango in pubblico.

Marzullo: Cosa teme più nella vita?

Nannini: Non sopporto la fine, l’epilogo di qualcosa. E’ una cosa che un tempo non riuscivo a sostenere neppure col pensiero. Oggi ne sono affascinato, oltre che intimorito.

Marzullo: E il suo rapporto con l’arte? Cosa la rapisce?

Nannini: La musica e la scrittura, in primo luogo. Ma anche le immagini, foto e video.

Marzullo: Siamo quasi al termine del nostro incontro. Cosa rattrista e cosa rallegra Alessio Nannini?

Nannini: Vedere le fotografie di quando ero bambino mi crea un certo malessere; per contro, non trovo nulla di più divertente che gozzovigliare in compagnia.

Marzullo: Se dovesse racchiudere in tre parole i suoi 27 anni, quali parole userebbe?

Nannini: Calcio, parole e fantasia. Detto così pare il titolo di un libro di Galeano.

Marzullo: Le piace il calcio?

Nannini: Gioco a pallone, a livello dilettantistico, da quando avevo sette anni. Ormai è qualcosa di più che uno sport, fa parte della mia vita.

Marzullo: Per quale squadra fa il tifo?

Nannini: Sono nato e vivo nella Capitale. Cos'altro, se non la Roma? Aggiunga poi un'umana ammirazione per il mio coetaneo Francesco Totti, che iniziò alla mia stessa età anch'egli in una squadretta di periferia.

Marzullo: Ora lui è uno dei più celebrati numeri dieci al mondo.

Nannini: Io sono uno dei più celebrati numeri sette del mio condominio. Comunque ho deciso di lasciare il calcio quando lui appenderà le scarpette al chiodo. Così, tanto per dare un senso alla mia carrierina calcistica.

Marzullo: Ora la canzone che ha scelto, e perché l’ha scelta.

Nannini: Ho scelto una canzone di De Andrè, Il Gorilla. L’ho scelta perché è divertente ma con gusto, e De Andrè è stato un cantautore di gran classe.

Marzullo: Per finire, qual è il suo motto?

Nannini: Gli uomini sono rari. L'ha detto Napoleone, e forse non poteva essere altrimenti.

Marzullo: Per chiudere, noi chiediamo ai nostri ospiti di farsi una domanda e di darsi una risposta: Alessio Nannini cosa chiede ad Alessio Nannini?

Nannini: Questa me l’ero preparata. Mi domando: sei sicuro di riuscire sempre a tenere a bada te stesso, di essere sempre così razionale nell'affrontare le situazioni?

Marzullo: E la risposta?

Nannini: La risposta sta in una bella risata. Ovvio che sì.

Marzullo: Come vede la sua vita?

Nannini: Una infinita lotta tra me e i miei capelli.

 

Scritto alle ore 02:35 | permalink e commenti (1)